Il cacciavite giusto: strumenti per smontare la sofferenza

Dalla cassetta degli utensili interiori possiamo trovare quelli in grado di smontare i meccanismi più dannosi presenti dentro di noi, avviando così la nostra trasformazione.
Ghesce Tenzin Tenpel ci ha ampiamente e organicamente parlato della sofferenza e di come viene vista nel buddhismo. Il compito importante è quello di portare, rispetto ad una esperienza concreta, questi discorsi nella nostro quotidiano.

Cosa è il Mindfulness counseling buddhista?

Se andiamo a cercare in RETE troviamo diverse definizioni, abbastanza simili, quella che vi propongo è:

“Mindfulness è una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nel qui ed ora, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di affrontare (o prevenire) la sofferenza interiore e raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.”

Assieme a varie tecniche che offrono uno spazio di ascolto e di riflessione si estrinseca un progetto, non di cura, ma di sostegno ad una situazione di difficoltà temporanea.
E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge prevalentemente al singolo, ma è di aiuto anche alle famiglie e ai gruppi.

Come lavora un Mindfulness counselor buddhista?

Di fatto in tantissimi modi in quanto non esiste una regola precisa e delle tecniche precise. Esso si adatta di volta in volta alla situazione presentata.
È un traghettatore che conosce la barca, ne è ampiamente padrone ed è disponibile a percorrere con te il viaggio fino all’altra sponda.
Strumento metodologico principe dei colloqui il concetto del “qui e ora” tipico del modello MINDFULNESS.
Questo strumento permette di farsi carico, in modo fresco e vitale, dei continui adattamenti creativi necessari in ogni momento dello svolgersi della relazione d’aiuto.
Esso consiste nel percepire costantemente e chiaramente la direzione verso cui ci si sta muovendo, facendo in modo che chi si è rivolto verso la relazione d’aiuto si chieda costantemente: “Di cosa sono consapevole adesso, come sono consapevole adesso?”. Tale consapevolezza facilita la percezione chiara e intensa dei propri bisogni e fornisce un orientamento sicuro per l’azione.

Ed ecco che abbiamo riempito la nostra cassetta di attrezzi di un primo strumento…

Il MINDFULNESS COUNSELING affonda le sue radici sia nella Psicologia Umanistica, sia nel Dharma buddhista. Si caratterizza come un processo centrato sull’ascolto attivo empatico e sul completo rispetto della soggettività dell’esperienza al fine di promuovere lo sviluppo di una matura ed autentica capacità di relazionarsi con se stessi e con l’altro da sé.
Le finalità sono quelle di aiutare le persone ad aiutarsi.

 

Gli incontri si tengono alla sede del Centro Studi Cenresig ed hanno durata di un’ora.
Vi ricordiamo che l’attività d’aiuto/consulenza viene fornita a fronte di un’offerta libera e riservata, ai soli soci del Centro Studi Cenresig.

Il percorso sarà condotto da Giorgio Trotter
Giorgio Trotter è nato nel 1954. La sua esperienza professionale si sviluppa nell’area di gestione delle Risorse Umane sia del punto di vista aziendale che dal punto di vista sindacale. Ha iniziato il suo percorso di consapevolezza e di indagine interiore nel 2000. Avvicinatosi al buddhismo a seguito dell’incontro con Vincenzo Tallarico, ha frequentato sempre più l’ Istituto Lama Tzong Khapa di POMAIA seguendo corsi e insegnamenti di vari Maestri Tibetani.
Nel 2004 si è iscritto alla scuola di Counseling della MINFULNESS e sta completando la formazione con il tirocinio che è in corso presso il Centro CENRESIG di Bologna.
Trainer Certificato di FOCUSING.
Per qualsiasi domanda potete contattare Giorgio al 345 8400861 o alla e-mail: counseling@cenresig.org