Shariputra

Shariputra

I Sutra della Perfezione della Saggezza o “Prajnaparamita” sono un gruppo di Sutra Mahayana fondamentali, dei quali si conoscono molte versioni sia in sanscrito sia in cinese, nonché in tibetano. Sono in forma di dialoghi e i principali interlocutori sono tre dei discepoli più conosciuti di Buddha: Subhuti, Shariputra e Mahākāśyapa.

Il Sutra del Cuore della Perfezione della Saggezza o Sutra del Cuore (Sanscrito: प्रज्ञापारमिताहृदय Prajñāpāramitā Hṛdaya) è un sutra del gruppo della Prajñāpāramitā, molto conosciuto e diffuso nei paesi di tradizione Mahayana per la sua brevità e densità di significato.

Il Sutra del Cuore contiene l’essenza della perfezione degli insegnamenti di saggezza, descrivendo in maniera molto succinta la natura della realtà e come fare per coltivare questa saggezza, la saggezza della vacuità (Shunyata). Senza comprendere la natura della realtà non saremo in grado di liberarci completamente dalla sofferenza.

Consiste di soli quattordici śloka (versi) nella versione in sanscrito e 260 caratteri nella versione cinese più diffusa. Vari commentari suddividono il testo in sezioni in modo diverso.

 

 

Ecco il Sutra:

Mi prostro ai Tre Gioielli

Così una volta udii.

Il Bhagavan dimorava a Rajghir, sulla montagna Picco degli Avvoltoi, assieme a un vasto sangha di monaci e a un vasto sangha di bodhisattva. In quell’occasione il Bhagavan era assorbito nel samadhi sulle categorie dei fenomeni chiamato ‘percezione profonda’.

Contemporaneamente, il bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara stava applicandosi proprio nella pratica della profonda perfezione della saggezza, e vide anche i cinque aggregati come vuoti di un’intrinseca natura.

Poi, tramite il potere del Buddha, il venerabile Shariputra così disse al bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara: “Come deve addestrarsi ogni figlio del lignaggio che desideri impegnarsi nella pratica della profonda perfezione della saggezza?”

Così egli parlò, e il bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara rispose allora al venerabile figlio di Sharadvati:

“Shariputra, ogni figlio o figlia del lignaggio che desideri impegnarsi nella pratica della profonda perfezione della saggezza dovrebbe applicarsi in essa nel seguente modo, percependo correttamente e ripetutamente anche i cinque aggregati come vuoti di un’intrinseca natura. La forma è vuota, la vacuità è forma, la vacuità non è altro che forma e la forma non è altro che vacuità. Allo stesso modo sono vuoti sensazioni, discriminazioni, fattori di composizione e coscienze.

Similmente, Shariputra, tutti i fenomeni sono vacuità; sono privi di caratteristiche; non sono prodotti e non cessano; non sono contaminati e non sono privi di contaminazioni; non diminuiscono e non crescono. Perciò, Shariputra, nella vacuità non c’è forma, né sensazione, né discriminazione, né fattore di composizione, né coscienza. Non c’é occhio, né orecchio, né naso, né lingua, né corpo, né mente. Non ci sono forme visive, né suoni, né odori, né sapori, né oggetti tangibili, né fenomeni; e neppure il costituente dell’occhio e così via, fino ad includere il costituente della mente e il costituente della coscienza mentale. Non c’è ignoranza, né estinzione dell’ignoranza, fino ad includere anche vecchiaia e morte, ed estinzione della vecchiaia e della morte. Similmente, non c’è sofferenza, origine, cessazione e sentiero; non c’è saggezza suprema, né ottenimenti, e neppure mancanza di ottenimenti.

Perciò, Shariputra, poiché non c’è ottenimento, i bodhisattva si basano e dimorano nella perfezione della saggezza, le loro menti senza più oscurazioni e senza paura. Essendo completamente andati al di là di ogni errore, raggiungono il punto finale, il nirvana. E, affidandosi alla perfezione della saggezza, è evidente che anche tutti i buddha dimoranti nei tre tempi si sono completamente risvegliati all’insorpassabile, perfetta e piena illuminazione.

Perciò il mantra della perfezione della saggezza, il mantra della grande conoscenza, il mantra insorpassabile, il mantra uguale a ciò che non ha eguali, il mantra che pacifica completamente tutte le sofferenze, dal momento che non è falso, dovrebbe essere conosciuto come vero.

Si proclama il mantra della perfezione della saggezza:

 

TAYATHA GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SVAHA

 

Shariputra, è in questo modo che il bodhisattva mahasattva dovrebbe addestrarsi nella profonda perfezione della saggezza”.

Quindi il Bhagavan riemerse da quel samadhi ed elogiò il bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara dicendo:

“Ben detto, ben detto, figlio del lignaggio, è proprio così! È proprio così! Si dovrebbe praticare la perfezione della saggezza proprio come tu hai mostrato; ne gioiscono perfino i tathagata!”

Quando il Bhagavan ebbe così parlato, il venerabile figlio di Sharadvati, il bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara, l’intera assemblea attorno a loro, assieme al mondo degli dei, uomini, semidei e gandharva, esultarono e porsero alte lodi alla parola del Bhagavan.