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SUMMARY:ARTE TIBETANA - 1° INCONTRO
DESCRIPTION:Tre appuntamenti nel corso dei quali incontriamo l’arte tibetana e potenti immagini femminili \nARTE TIBETANA\ncon Elisa Macci\n– 4 febbraio 2023 – h 10/18:30\nDISEGNARE GLI 8 SIMBOLI DI BUON AUSPICIO \n– 24\, 25 \, 26 febbraio 2023\n2° APPUNTAMENTO AL FEMMINILE: workshop su Tara Verde \n– 12\, 13\, 14 maggio 2023\n3° APPUNTAMENTO AL FEMMINILEe: workshop su Machig Labdron \nC/o il Centro Studi Cenresig di Bologna\, affiliato UBI e FPMT \nAttraverso il disegno di alcune tra le differenti manifestazioni del divino femminile ne scopriamo il significato simbolico ed entriamo in contatto con le diverse qualità energetiche che emanano e che sono presenti in ognuno di noi\, uomo e donna. \nNella pratica pittorica dell’arte buddhista è molto importante conoscere e studiare le proporzioni della divinità che si rifanno ad una geometria\, che potremmo definire sacra.\nEntrare in relazione\, attraverso il disegno\, con l’immagine che stiamo creando può generare uno stato di quiete e di profonda concentrazione. e vuol dire anche familiarizzare con il proprio approccio al processo creativo ed entrare in una relazione più autentica con se stessi. La pratica del disegno incrementa la capacità di visualizzazione dell’immagine.\nL’esperienza è aperta a tutti\, sia a chi si approccia per la prima volta al disegno sia a chi ha esperienza o ha già praticato questa forma di arte. \nPer informazioni e prenotazioni scrivere a info.cenresig@gmail.com \nElisa Macci\nApproda all’arte buddista tibetana dopo un lungo percorso di studio e di ricerca personale che spazia dalla formazione artistica\, alle discipline corporee fino agli studi in psicologia e che ha come filo conduttore la pratica della meditazione.\nDal 2016 studia sotto la guida di artisti e insegnanti tra i quali Kalsang Dawa ed Andy Weber con i quali ha la possibilità di approfondire sia la propria ricerca personale attraverso l’arte sia l’aspetto simbolico e tecnico-pittorico tradizionale.\nwww.emthangkaart.com
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LOCATION:Centro Studi Cenresig\, Via dell'Idraulico 13\, Bologna\, 40129
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DESCRIPTION:Tutti i giovedì\nfino al 23 febbraio 2023\nOre 18:00-19:00 \nCos’è il Mantra?\nLa parola MANTRA è un termine sanscrito derivante da due termini\, MAN\, che è un verbo nella sua accezione di “pensare”\, ma anche “principio spirituale” o “respiro”\, unito al suffisso TRA che corrisponde all’aggettivo sanscrito kṛt\, (“che compie”\, “che agisce”).\nIl significato originale del Mantra risiede nella traduzione induista più antica\, per la precisione nei quattro VEDA\, ed è relativo sia alla metrica nella quale questi testi furono scritti ma soprattutto nel modo in cui venissero enunciati\, quindi trasmessi.\nNella tradizione successiva divenne quindi poco importante per coloro che studiavano i Veda conoscerne il significato quanto piuttosto fu sufficiente memorizzare meticolosamente il testo\, con particolare riguardo alla pronuncia e alla sua accentazione. Ciò produsse\, a partire dal VI secolo a.C.\, una serie di opere\, che vanno sotto il nome collettivo di Prātiśakhya\, sulla fonetica e sulla retta pronuncia (śikṣ a) propria dei Veda e per questo collocati all’interno del Vedaṅ ga (membra\, aṅ ga\, dei Veda). \nLa pratica dei mantra\nUn mantra\, rigorosamente in lingua sanscrita\, può essere recitato ad alta voce\, sussurrato o anche solo enunciato mentalmente\, nel silenzio della meditazione\, ma sempre con la corretta intonazione\, pena la sua inefficacia. Va inoltre evidenziato che un mantra non lo si può apprendere da un testo o da generiche altre persone\, ma viene trasmesso da un guru\, un maestro cioè che consacri il mantra stesso\, con riti che non sono dissimili dalla consacrazione delle icone.\nL’atto di enunciare un mantra è detto uccāra in sanscrito; la sua ripetizione rituale va sotto il nome di japa\, e di solito è praticata servendosi dell’akṣ amālā\, un rosario risalente all’epoca vedica.\nCi sono mantra che vengono ripetuti fino a un milione di volte: \nOgni ripetizione indefinita conduce alla distruzione del linguaggio; in alcune tradizioni mistiche\, questa distruzione sembra essere la condizione delle ulteriori esperienze.\n(Mircea Eliade\, Lo Yoga\, a cura di Furio Jesi\, BUR\, 2010; p. 207) \nUn aspetto importante nell’uccāra è il controllo della respirazione. Frequente\, soprattutto nelle tradizioni tantriche\, è l’accompagnamento del japa con le mudrā\, gesti simbolici effettuati con le mani\, e con pratiche di visualizzazione. Uno dei significati di uccāra è “movimento verso l’alto”\, e difatti nella visualizzazione interiore il mantra è immaginato risalire nel corpo del praticante lungo lo stesso percorso della kuṇ ḍ alinī\, l’energia interiore. \nBiografia\nSandro Sabioni nasce a Bologna\, una laurea in psicologia\, da oltre trent’anni studia e ricerca nel campo delle filosofie umanistiche e religiose antiche\, con predilezione per quelle orientali e medio orientali.\nDal 1991 approccia ai percorsi spirituali per poi centrarsi in particolare su Buddismo e Induismo\, nel 1994 incontra Lama Zopa Rimpoche da cui riceve diverse iniziazioni di tradizione Ghelupa.\nHa studiato per otto anni la Mistica Ebraica\, ama profondamente il Taoismo e lo Zen cui si sente particolarmente affine.\nDal 2001 insegna meditazione tenendo corsi nel nord Italia\, anche se in modo non continuativo. Nel tempo\, alla meditazione si sono aggiunti diversi argomenti correlati quali le tecniche mantriche\, cioè come emettere i Mantra\, le tecniche di respirazione come il Pranayama\, fino a percorsi di vera e propria autoconoscenza ed evoluzione personale\, arricchiti di esperienze dirette e profonde di sé stessi.\nRecentemente si è centrato sulla Percezione Sottile\, argomento cerniera tra l’immaginifico in cui si rischia di cadere nella ricerca del Sé\, e il Mondo Reale\, così denso ed inesplorato\, inconosciuto.\nHa conseguito diplomi di Mindfulness\, PNL\, Counseling\, oltre ad aver avuto la fortuna di incontrare numerosi Maestri di tantissime tradizioni diverse i quali\, per fortuna\, non lasciano diplomi di carta ma esperienze interiori.\nHa all’attivo numerose pubblicazioni.
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